Bioplastica dai fanghi di depurazione, un progetto targato Caviro e Università

Bioplastica dai fanghi di depurazione, un progetto targato Caviro e Università

Presentato B-Plas Demo, il primo impianto sperimentale per la produzione di PHA (poliidrossialcanoati), una plastica biologica e biodegradabile.

Si chiama B-Plas Demo, si tratta del primo impianto sperimentale per la produzione di PHA (poliidrossialcanoati), una plastica biologica e biodegrada

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Si chiama B-Plas Demo, si tratta del primo impianto sperimentale per la produzione di PHA (poliidrossialcanoati), una plastica biologica e biodegradabile che sarà ricavata dalla corrente proveniente dal depuratore che tratta gli scarti della filiera agroalimentare. Il progetto è stato messo a punto dall’Università di Bologna e da Caviro Extra ed è partecipato anche da Aiju, Istituto tecnologico spagnolo per lo sviluppo dei giocattoli e dall’ungherese Pannon Pro Innovation, studio di consulenza ed innovazione in materia di climate change. 

L’impianto B-Plas Demo è finanziato dalla EIT Climate-KIC, l’organizzazione che rappresenta 400 partner pubblici e privati di 25 nazioni e che nasce per dare impulso a un’innovazione in grado di ridurre le emissioni di anidride carbonica accelerando i processi di decarbonizzazione. Nato nel 2010, EIT Climate-KIC in questi anni ha contribuito al finanziamento di oltre 3,4 miliardi di euro di progetti di innovazione tecnologica.

B-Plas Demo, che presto entrerà in funzione per la fase di test in cui si raccoglieranno dati operativi sul processo, punta a produrre PHA utilizzando il carbonio residuo contenuto nei fanghi derivanti da impianti di trattamento pubblici e privati grazie a una serie di tecnologie semplici, affidabili e dal costo contenuto. Questa speciale plastica biodegradabile può essere utilizzata per produrre imballaggi, articoli monouso, stampa 3D e molto altro. 

Attualmente la bobina di bioplastica più economica costa più di 30 €/kg, i pellet oltre i 4 €/kg: questa nuova tecnologia consentirebbe di ottenere PHA a prezzi estremamente competitivi. Inoltre la bioplastica biobased ottenuta sarà compostabile, tornando dunque all’interno del ciclo produttivo.

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