lunedì 10 dicembre 2018

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CHIESA DI SAN GIROLAMO ALLA CERTOSA

Antico e grandioso centro monastico posto a ponente della città è, dal secolo scorso, adibito a pubblico cimitero. L’interno, articolato su un’inconsueta pianta a T rovesciata, conserva al suo interno varia opere d’arte fra cui notevoli dipinti dei maestri della scuola bolognese e un preziosissimo coro ligneo intarsiato nel 1539 da Biagio de’ Marchi. La chiesa è circondata da alcuni chiostri di particolare bellezza, come quello della Cappella e quello delle Madonne che accoglie varie immagini sacre qui traslocate alla fine del ‘700 da alcune chiese.

Fu costruito attorno al 1333 ad opera dell’Ordine Certosino e venne ufficialmente consacrato nel 1359, mentre nel ‘600 una nuova possente torre campanaria venne aggiunta al piccolo campanile del XIV secolo. Nel 1800, quando la Commissione di Sanità del Dipartimento del Reno, decise di destinarla ad area cimiteriale, la Certosa possedeva tutti i requisiti richiesti: era posta fuori dall’abitato, in una posizione ideale dal punto di vista della rete idraulica e della libera circolazione dell’aria. Si apre ufficialmente nel 1801 mentre nel 1802 l’architetto Ercole Gasparini concepisce il nuovo ingresso monumentale con ampi piloni coronati da statue.

Nel 1811 Gasparini progetta un portico che colleghi il cimitero al Santuario di S. Luca. I primi spazi che vengono utilizzati come cimitero sono il Chiostro Terzo, il Chiostro d’Ingresso, la Sala della Pietà e quella delle Tombe. Dalla Sala delle Tombe, antico luogo di ricreazione dei monaci, si passa alla Loggia delle Tombe e da qui si procede attraverso l’Aula Gemina. La Sala delle Catacombe (1827) conduce alla Galleria a tre navate che termina col Colombario. Il cimitero ospita inoltre l’Ossario dei Caduti Partigiani. Annessi al cimitero sono lo spazio destinato agli Acattolici, un cimitero ebraico, un’area crematoria e un cinerario.

La scoperta tra il 1869 e il 1871 del sepolcrato etrusco ha dato avvio ad una serie fortunata di scavi archeologici, diretti dall’archeologo bolognese Antonio Zannoni, grazie ai quali è stata chiarita la ricostruzione storica e topografica della città. I materiali databili tra la metà del VI e IV secolo a.C. provenienti dai sepolcrati, si trovano ora nella sezione etrusca del Museo Civico Archeologico.

Via della Certosa, 18