giovedì 15 novembre 2018

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L'ACQUEDOTTO ROMANO

Contrariamente alla loro abitudine di costruire gli acquedotti mediante condotti aerei, i Romani realizzarono questa opera completamente in galleria (in parte nella roccia ed in parte in terreni rinforzati).

L'acquedotto risale al I secolo AC probabilmente grazie all'imperatore Augusto.L'acquedotto attinge dal fiume Setta in quanto i romani compresero fin da allora che le acque del Reno non erano pure e potabili come quelle del Setta.

L'acquedotto preleva l'acqua presso Sasso Marconi e, passando da Casalecchio di Reno sotto il Colle della Guardia, la convogliava in galleria fino a raggiungere l'Aposa, (sotto Palazzo Pizzardi nella odierna via d'Azeglio angolo via Farini) dove una vasca di decantazione (castellum) schiariva l'acqua prima di distribuirla a tutta la città mediante il sistema tipicamente romano delle fistulae aquariae (tubi di piombo o terracotta).

Oggi il tunnel finisce presso la caserma dei Vigili del Fuoco in viale Aldini.

La portata ai tempi dei romani era di ca. 35.000 metri cubi al giorno, abbastanza per soddisfare le necessità di una città di 25-30.000 abitanti!. L'acquedotto rimase attivo fino al Medioevo, quando, a seguito delle invasioni barbariche e dell'incuria, rimase quasi dimenticato e interrato.

Dopo l'unità d'Italia però Bologna senti la necessità di aumentare i suoi approvvigionamenti idrici e grazie all'ingegnere e archeologo Antonio Zannoni ed al conte Giovanni Gozzadini (lo scopritore della civiltà villanoviana) si poté finalmente individuare e ripristinare l'antico acquedotto Ancora oggi l'acquedotto è pienamente in funzione e contribuisce (anche se solo parzialmente) ai bisogni della città.

 


Bagni di Mario

Nonostante il nome evochi un ambiente termale, in realtà si tratta di un complesso idraulico che non ha mai avuto nessuna relazione con l'uso termale (l'appellativo "Mario" fu dato in memoria di un console di origini plebee).

Un'angusta scala di pietra conduce giù sottoterra per 40 metri: ci si ritrova in una sala ottagonale e si ha la sensazione di accedere a un tempio, con le pareti ornate da affreschi e bassorilievi, corrosi dall'umidità ma non per questo privi di fascino.
A renderli più visibili, un fascio di luce proveniente da un lucernario posto sul soffitto a cupola che permette la circolazione dell'aria.