sabato 21 ottobre 2017

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Fossa Cavallina: tutti i segreti sono stati svelati


Il rio Cavallina, che per la esigua portata d’acqua è sempre stato denominato “fosso”, nasce a monte (nella zona collinare chiamata “Colonna”) dei Giardini Margherita e si unisce al Savena abbandonato fuori porta San Donato, nei pressi della chiesa di S. Egidio. Il ritrovamento di molte piante comprese tra il 1851 e il 1966 ha permesso di esplorare la Cavallina in tutta la sua lunghezza (circa dieci chilometri). Nel 1928, come testimoniano alcuni manufatti lapidei, il percorso fu coperto e raddrizzato in molti punti in cui si formavano numerose anse, anche piuttosto accentuate; i ponti stradali su via Murri, via Mazzini, via San Vitale, come alcuni pedonali, vennero inglobati nella volta ad arco (completamente in mattoni), così come ad arco e mattoni è praticamente tutto il percorso sotterraneo, a volte largo a volte più stretto, ma che permette il comodo passaggio di due persone affiancate e in piedi. Numerosi i salti per superare le notevoli pendenze dei vari tratti. Riceve, nelle vicinanze di viale Leandro Alberti, il rio Griffone o Grotte. Nel sottosuolo si notano anche i punti di presa del vecchio mulino di Frino. Tra il 1961 e il 1966 si eseguirono diversi lavori per immettere nella Fossa due grosse derivazioni, ancora presenti, con particolari di finitura molto interessanti come i due speroni che uniscono con garbo i diversi corsi.

Si ringraziano sentitamente gli Archivi Storici Comunale, Provinciale e tutto il personale che sempre cortesemente e con pazienza mettono a disposizione capacità e competenze.

Il numerosissimo materiale acquisito (storico e fotografico) servirà per il volume dedicato alle acque cosiddette minori, ma che minori poi tanto non sono.

Naturalmente molte immagini confluiranno nella Gallery del sito di Bologna Sotterranea