lunedì 16 luglio 2018

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IL BORGO FANTASMA DI CASTIGLIONCELLO

Non tutti lo sanno, ma a 50km da Bologna, abbarbicato su un altura dell’Appennino Tosco Emiliano, esiste un antico borgo abbandonato e dimenticato: il borgo di Castiglioncello.


                  

Un luogo suggestivo e ricco di fascino in cui è possibile addentrarsi e camminare tra scheletri di edifici ormai in rovina ma in cui ancora si avverte una certa atmosfera “domestica”…  E’ questo che si prova guardando la piazza del paese, o l’ingresso della chiesa con il suo intatto campanile; come pure i resti di paglia nelle mangiatoie degli animali o i resti dei focolari in quel che resta dei camini delle abitazioni; scrutando quei sassi che per tanti anni hanno dato rifugio e certezze agli uomini che vi hanno abitato.




IL VIAGGIO

Non appena si abbandona la via Emilia il paesaggio muta ed il viaggio prosegue immerso nella natura tra le splendide montagne dell'Appennino Emiliano. 


 

Arrivati al paese di Castel del Rio è d'obbligo perdere un po' di tempo per ammirare  l'imponente Castello degli Alidosi; come pure l'omonimo ponte medievale merita una visita.


  


Passato Castel del Rio si prosegue verso il paese di Moraduccio, raggiunto il quale, sulla costa della montagna a destra del fiume, si inizia a scorgere la sagoma sinistra del borgo di Castiglioncello...
 





Al termine del centro abitato di Moraduccio, sulla destra poco visibile troviamo uno stradello asfaltato che scende fino al greto del fiume Santerno.
Si arriva poi ad un parcheggio in cui è possibile lasciare l'auto e proseguire a piedi; oppure, per chi possiede un fuoristrada ed un po' di dimestichezza con lo sterrato, è possibile proseguire in auto e salire la mulattiera (il transito veicolare è però interdetto in certi periodi dell'anno).

Da notare a valle del ponte la bella cascata del Rio dei Briganti, meta ideale per un pic-nic domenicale in riva al fiume.

   



Si prosegue quindi in salita lungo una strada sterrata, a volte più simile ad una mulattiera ma sempre ben agibile; attenzione comunque al meteo: meglio non trovarsi da queste parti durante un temporale.



Si arriva infine al borgo! Le immagini parlano da sole...







Il castello era un villaggio tutto circondato da mura, ubicato sull’antico tracciato della Montanara, in posizione difendibile in cima ad un cocuzzolo, era disposto attorno all’asse principale della strada.




L’ingresso è rivolto a nord, ricavato alla base di una torre di ronda e munito di due feritoie, ancora ben visibili. Oltre il paese nell’estremità meridionale sorge il piccolo cimitero.  


 

   





Addentrarsi all'interno delle antiche abitazioni semicrollate è un azzardo da sconsigliare, ma una "sbirciatina" dall'esterno può regalare forti emozioni.

 





E che dire della vecchia chiesa dei SS. Giovanni e Paolo che, seppur con qualche "aiuto", ancora regge al tempo ed alle intemperie...

    









LA STORIA DEL BORGO

Attraversando l' alta valle del Santerno viene da chiedersi come mai questa zona sia in provincia di Firenze pur essendo al di qua dello spartiacque appenninico, confine "naturale" tra le 2 aree.
La ragione ( sia economica che politica ) va ricercata oltre 700 anni fa, quando la dinastia degli UBALDINI regnava su tutto il Mugello e l' alta valle del Santerno.
Questa famiglia di feudatari controllava l' alta valle imponendo pedaggi e gabelle a discapito degli interessi, politici ed economici, dei comuni di Bologna e Firenze in espansione.
Per contrastare le ingerenze degli ubaldini, agli inizi del XIV sec., il libero comune di Firenze decise di fondare in Val Santerno una palla di"nuova terra" fortificata, FIRENZUOLA, imponendo che il tracciato Bologna – Firenze passasse attraverso questo borgo.
Il comune di Firenze sostituì cosi il vecchio tracciato dell' OSTERIA BRUCIATA (ben controllato dai castelli ubaldini) con quello del Giogo e realizzò il CASTELLO DI FIRENZUOLA, dando vita, nel 1373, al COMUNE DI FIRENZUOLA che rappresentò l' atto finale del conflitto tra Firenze e ubaldini.
In un documento del 1220, riguardanti i possedimenti ubaldini, non ritroviamo però CASTIGLIONCELLO perché era ancora assoggettato dapprima, alla chiesa di S. AMBROGIO della Massa (un agglomerato nei pressi del Monte Fune ora scomparso) e successivamente al dominio della famiglia ALIDOSI.
Il passaggio a Firenze avvenne probabilmente alla fine del 300 quando, dopo che la famiglia Alidosi aveva chiesto protezione ai Fiorentini, il borgo passò tacitamente ad accrescere il territorio della repubblica.
Il borgo viene cosi citato per la prima volta, in una carta del popolamento toscano del 1427-1430.
Sul finire del 400 il vano tentativo di passaggio di CASTEL DEL RIO alla REPUBBLICA DI FIRENZE (tentato dai cittadini per liberarsi degli Alidosi) cambiò di fatto la geografia dell' alta valle; Castiglioncello si venne a trovare su un confine AMMINISTRATIVO e NON POLITICO, quindi in una situazione di interesse militare sempre più scarso, anche se restò su una direttrice di scambi abbastanza importante.
Con la realizzazione di nuove strade nel XVIII sec. si ebbe un effetto devastante per lo sviluppo di Firenzuola. Il comune fu infatti bypassato dalla rotabile della Futa (1745-1764), mentre il potenziamento dei ponti di Camaggiore e il potenziamento del tracciato sulla destra del Santerno causarono l' abbandono DELL' ANTICA VIA DI CASTIGLIONCELLO che portava a S.Andrea e a Castel del Rio. Già nel '700 infatti si descriveva questa mulattiera come impraticabile.
Sulla nuova strada presso Moraduccio, si costruì una dogana che ancor oggi, sul poggio davanti Castiglioncello, si può mirare in tutta la sua magnificenza.
soltanto una passerella sul fiume costituiva l' unico collegamento tra il borgo e la nuova via ed anche quando si provvide a trasformare e potenziare, nella seconda metà dell' 800, la rotabile di fondovalle, l' isolamento di Castiglioncello rimase. Soltanto la vicinanza con rotabile ritardò lo spopolamento che aveva colpito alcune alcune zone del comune di Firenzuola già dai primi del '900; la popolazione infatti rimase pressoché invariata, 63 abitanti nel 1833 contro i 64 nel 1931. L' abbandono del borgo di Castiglioncello si verificò essenzialmente nel dopoguerra: la costruzione del ponte tardò troppo, rendendo anacronistico il borgo che si avviò cosi all' abbandono totale.

Di Castiglioncello il Repetti nel suo dizionario geografico del 1843 così riferisce: "nella Valle del Santerno. Borgata con dogana di frontiera di terza classe sotto quella di Pinacaldoli del Dipartimento doganale di Firenze. Ha una parrocchia (SS. Giovanni e Paolo) filiale della pieve di Camaggiore, nella Comunità Giuridizione e circa 7 miglia toscane a levante grecale di Firenzuola, Diocesi e Compartimento di Firenze. È situata sulla sinistra ripa del fiume Santerno presso il confine del Granducato con la Romagna Imolese lungo la strada maestra che da Firenzuola conduce a Castel del Rio e di là a Imola. La cura de'SS. Giovanni e Paolo di Castiglioncello nel 1785 fu ammensata alla pieve di Camaggiore, ed ha attualmente un cappellano curato con 85 abitanti."


Cronostoria:

801: Carlo Magno riceve a Roma la delegazione degli Ubaldini, famiglia egemone dell' appennino tosco-emiliano.
1181: Castiglioncello alle dipendenze della Massa di S.Ambrogio.
1209: Nascita del primo nucleo del feudo Alidosiano.
1220: Diploma di Signoria di Federico agli Ubaldini: Castiglioncello non è citato tra i loro vari possedimenti
1267: Prima spedizione dei fiorentini al Mugello, per il controllo della via Bologna – Firenze.
1306: Decisione del comune di Firenze di fondare Firenzuola e potenziare la strada del Giogo.
1332: Inizia la costruzione di Firenzuola.
1349: Si costringono alla resa alcuni dei più importanti castelli Ubaldini.
1351: Attacco a Castiglioncello dei signori del Mugello.
1371: Castrum Castiglioni citato tra i possedimenti degli Alidosi.
1427: Castiglioncello con 32 abitanti pass sotto Firenze.
1785: Passaggio della chiesa di Castigioncello dalla Diocesi di Imola a Quella di Firenze.
1796: Costruzione della nuova chiesa all'interno del borgo. Cappella detta " DEL POGGIO".
XIX sec.: Potenziamento della rete viaria di fondo valle.
1864: Progetto della ferrovia Imola – Firenze.
1931: Il borgo conta 83 abitanti.
1952: costruite solo le spalle del ponte di Castglioncello.
1950/60: Abbandono totale del paese.

(tratto dal sito www.aicsimola.it)

 

 

 

 

COME ARRIVARE

Percorrendo la provinciale "Montanara" che da Imola sale verso il passo della Futa, superato Castel del Rio in poco più di 6 Km siamo alla frazione di Moraduccio. Volendo è possibile raggiungere Castel del Rio anche attraverso altre strade,  partendo da Ozzano o Castel San Pietro e seguendo le indicazioni per Castel del Rio. Sulla destra, su di un poggetto al di là del fiume, si scorge chiaramente il borgo abbandonato di Castiglioncello. Al termine del centro abitato di Moraduccio, sulla destra poco visibile troviamo uno stradello asfaltato che scende fino al greto del fiume Santerno.

Da notare a valle del ponte la bella cascata del Rio dei Briganti, meta ideale per un pic-nic domenicale in riva al fiume.

(Posizione N 44° 10' 31" E 11° 28' 50")