martedì 11 dicembre 2018

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Bologna avvolta dall’energia del Professore

Bologna 28 Ottobre. Roberto Vecchioni presenta l’ultimo album in occasione dei 50 anni delle librerie Feltrinelli.
Nuova poesia. Intensa melodia e sublimi parole portate da una voce sincera, per far sognare, riflettere e lasciarsi trasportare dalla voglia di sperare ancora.
Nell’ambito dei festeggiamenti del cinquantennio delle librerie Feltrinelli, tra gli eventi in programma presso lo storico punto vendita di Piazza Ravegnana a Bologna, Roberto Vecchioni (fresco di candidatura al premio Nobel) ha presentato il suo ultimo lavoro discografico, dal titolo “Io non appartengo più” (Etichetta Universal), sublime ritorno dopo una sosta forzata di sei anni, causata dai gravi problemi di salute che lo hanno colpito.
Un album molto personale, una stupenda dichiarazione di riscossa, cantata con la stessa energia di sempre, in quello che è un grande ritorno artistico ed alla vita, citato espressamente nel brano “Ho conosciuto il dolore”.
Il cantautore ha dialogato con un folto pubblico rapito all’interno di uno dei contesti più suggestivi di una Bologna, “purtroppo cambiata”, come lo stesso Vecchioni commenta “Ma sempre ricca di grande fascino. Bologna è cambiata negli anni, come sono cambiate tante città. Più diffidenza, rari i momenti di una bevuta in compagnia e dello stare insieme ma sempre una città magica, nella quale ho avuto la fortuna di conoscere due grandi artisti...due grandi persone che sono state preziose compagni di viaggio, nel mio percorso musicale e personale: Francesco Guccini e Lucio Dalla.”
Il Professore parla con sincerità e passione a ragazzi e adulti, ringraziato per ciò che ha dato alla musica italiana ed ammirato per la sua grande forza d’animo.

Un album che è anche un inno alla vita ed a lasciare fuori da essa tutto ciò che è negativo:
“Io non appartengo più a ciò che mi infastidisce, che mi fa star male, che mi urta i nervi”, questo è il messaggio esplicito.
Ma anche un inno alle donne ed al loro impegno costante nella vita quotidiana e di fronte alle avversità, all’interno di una società ancora fortemente maschilista, discriminate ed a volte brutale e violenta nei loro confronti, come raccontato nel brano “Le mie donne”, affezionato omaggio all’indimenticata Franca Rame.
Non manca una forte critica al dilagare dei social network ed ai contenuti, troppo spesso inutili e l’importanza di fare democrazia e non demagogia, come succede troppo spesso, nella realtà attuale “Perché la democrazia è frutto di riflessione, di lunghe discussioni e non di poche parole accennate, spesso estrapolate e mescolate nei contesti più sbagliati ed evanescenti.”
Un Vecchioni poeta ma anche un Vecchioni uomo ed amico; un artista che canta le sue vittorie e le proprie delusioni secondo uno stile davvero unico, che raggiunge le menti delle persone, aiutandole ad avere consapevolezza, donando un tesoro inestimabile nel cuore delle vecchie e giovani generazioni.
Un incontro con la gente, per la gente. Un clima di cordialità e di scambio culturale ed emotivo e la sensazione che tutta Bologna fosse rimasta incantata e rapita dalle parole del cantastorie contemporaneo, anche solo per quell’ora.
Una intera città, cullata dalla forza di un Professore forse disincantato ma sempre dall’animo forte.

Fabrizio Carollo