giovedì 14 dicembre 2017

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Dipinta di rosso, un "Assassinio in abito da sera" di Daniela Rispoli

Bologna 14 Giugno. Un omicidio efferato. Una giovane, ricca e bella ragazza trovata morta.
Un rituale brutale o forse no.
Lucida follia o magari una vendetta.
Il detective Frank Moreno indaga alacremente per risolvere un caso che preannuncia forse l’attività di un nuovo temibile serial killer a Baltimora. Il vorace (nel vero senso della parola!) ma competente agente Mitchell lo aiuta ma il supporto decisivo sarà dovuto all’arrivo della psicologa criminale di fama mondiale Caroline Grindal.
Asciutto, deciso, elegante, spietato e magnifico.
Con questi aggettivi si può descrivere il libro d’esordio dell’autrice Daniela Rispoli, bolognese d’adozione.
Un noir che coinvolge dall’inizio alla fine, rispettando la regola fondamentale del noir, ovvero che non esiste alcuna regola.
L’autrice è abile nel far affezionare il lettore a tutti i personaggi, senza però fargli abbassare mai la guardia e senza scemare il ragionevole dubbio per ciascun sospettato, possibile autore del brutale delitto.
La trama si snoda sapientemente nei meandri di una città disillusa e pericolosa, nel quale il caos aleggia prima, durante e dopo la vicenda narrata. Un noir accattivante dove non è così importante, alla fine, conoscere tanto l’identità dell’assassino quanto addentrarsi nei labirinti oscuri della violenza, chiedendosi se la brutalità non possa, talvolta, essere compresa, a monte di oscuri e tetri tasselli di un passato nebuloso.
Interessante la lettura delle tecniche investigative e forensi che denotano una scrupolosa ricerca ed un’attenta analisi ed altrettanto interessante osservare l’evoluzione dei protagonisti della storia: ogni lettore potrà avere il proprio personaggio preferito ma nessuno di loro verrà dimenticato, al termine della storia e questa è una promessa che Daniela mantiene saldamente.
Una vicenda piacevolmente intricata che, tuttavia, si riesce a seguire alla perfezione e la bellezze di questo noir, come in ogni romanzo di genere che si rispetti, è che le domende non hanno la piena risposta e gli interrogativi rimangono, tuttavia senza deludere e lasciando la strada aperta ad un sequel (o prequel…), ponendo gustosi spunti di riflessione.

Un romanzo che segue le regole e, pur presentandosi asciutto e fortemente analitico, coniuga un valido stile di scrittura ad un pathos intenso, che non cerca facili scorciatoie in scontate scene di violenza fini a sé stesse, rendendo accattivante l’analisi degli indizi e dei particolari, che potranno coinvolgere e condurre il lettore dentro la centrale di polizia per seguire concitatamente gli sviluppi ed i reciproci confronti di Moreno e della Grindal, fino ad un finale che…
Tutto può essere, tutto può succedere e l’innocenza non è che un pallido miraggio, schiacciato da importanti segreti e scioccanti rivelazioni.

Dipinta di Rosso, un romanzo d’esordio per un’autrice che ha ancora un nugolo di frecce al suo arco e noi attendiamo entusiasti di essere colpiti dal prossimo lavoro.

Fabrizio Carollo