sabato 20 ottobre 2018

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arte e cultura

WOLFANGO: una mostra da fiaba!

Bologna, 20 Aprile.

Pinocchio (la preferita dell’artista), Pollicino, Cappuccetto Rosso, Biancaneve e i sette nani fino a giungere al suo ultimo lavoro come illustratore: “Alice nel paese delle meraviglie”.
La mostra antologica di Wolfango, personalità storica e di spicco del panorama artistico e culturale bolognese ed oltre, ha avuto l’ovvio riscontro di critica ed una continua affluenza di un pubblico che non smette di incantarsi di fronte alle illustrazioni dell’autore: la cura dei dettagli, la passione per il cromatismo e la descrizione accurata delle scene rappresentate raccontano un percorso artistico ed una continua sperimentazione e ricerca veramente singolare e certamente pionieristica, dalla quale moltissimi talenti odierni hanno tratto ispirazione.

Wolfango racconta la sua passione per l’immagine con l’entusiasmo di un fanciullo che ha ancora tanta voglia di scoprire questo mondo ed ogni suo aspetto ma, certamente, la mostra si sofferma solo su un aspetto della sua anima creativa poiché il grande bolognese è anche uno stimatissimo pittore e le sue opere, oggetto del desiderio di tanti collezionisti, possono essere ammirate in più di una location del capoluogo emiliano per chi ancora non avesse assaporato da vicino le sensazioni che può regalare l’impatto visivo che suscitano i suoi dipinti.

Ma anche nell’illustrazione, Wolfango non manca di stupire ed estasiare con accuratezza, nonché di accontentare i gusti di molti, senza badare all’età dell’osservatore perché la raffigurazione dei personaggi delle fiabe che tutti abbiamo letto ed amato, catturano sia giovani che adulti.
Interessante anche vedere come l’artista abbia dato una rappresentazione reale delle favole (Alice viene raffigurata mora e con i capelli corti come descritta veramente nel libro) e come abbia associato ogni personaggio o quasi ai membri della sua famiglia: anche il più piccolo dettaglio risponde ad una storia ad un aneddoto ben preciso che Wolfango è ben disponibile a raccontare durante le visite guidate, con il consueto umorismo e la grande cortesia.

Da segnalare anche opere interessanti come “Re Enzo”  (inserito nella collana “Sotto i portici”, curata da Tiziana Roversi e Claudia Alvisi e sostenuta dalla Fondazione Carisbo), che narra visivamente la storia dello sfortunato sovrano tradito dai boccoli dorati e “Gesù oggi”, che rivisita la nascita e la vita del Messia in un contesto sicuramente più attinente ai giorni nostri (I re Magi divengono degli scienziati, ad esempio).

Wolfango possiede un tale bagaglio tecnico che può essere certamente definito un poliglotta in grado di parlare ogni linguaggio e comunicare con naturalezza qualunque stile, dal più ludico al più gergale.
La mostra, facente parte del calendario eventi del percorso culturale Genus Bononiae, è visitabile (ad ingresso libero) sino al 5 maggio, presso il santuario di Santa Maria delle Vita, in via Clavature a Bologna.

Un occasione da non perdere per scoprire davvero una pizzico in più dell’identità che si cela dietro “L’anonimo bolognese” e tanti altri pseudonimi che rappresentano però la medesima grandezza.

Fabrizio Carollo