mercoledì 12 dicembre 2018

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“La casa di Sveva” romanzo della bolognese Francesca Panzacchi

“Ucciderò i tuoi desideri, uno alla volta, fin quando non sarò io il tuo unico desiderio.”

Con questa frase, netta e spiazzante, si rivela l’incipit del romanzo “La casa di Sveva” della scrittrice bolognese Francesca Panzacchi (Ciesse edizioni).
Un romanzo breve ma incredibilmente intenso, che concentra in un centinaio di pagine tormento, passione, dolcezza ed erotismo.

Sveva, giovane scrittrice di favole per bambini, si è ritirata nella tranquillità e nella solitudine di una casa isolata nel suo luogo di villeggiatura favorito, con la gatta Agata come unica, piacevole compagna.

Solamente otto minuti per andare in edicola, prendere il giornale e tornare a casa.

Impossibile che possa accadere qualsiasi cosa in soli otto minuti, in un tragitto così insignificante.

Otto minuti.

Ma in otto minuti, la vita di Sveva cambia per sempre.

Segregata nella sua stessa casa da uno sconosciuto che l’attendeva nell’ombra da molto tempo, Sveva conoscerà la paura ma anche il vero significato della passione, sia fisica che mentale.

Uno sconosciuto che le farà provare il desiderio in tutte le sue forme: un uomo che la tratterà con dolcezza ma che saprà anche punirla duramente, ogni qualvolta la protagonista manifesterà la sua volontà di fuggire, la voglia di libertà che preme a proiettarla all’esterno di quelle mura.

Un uomo che sembra conoscerla perfettamente, che si insinuerà nella sua mente, che saprà soddisfare qualsiasi sua voglia, anche le più recondite e perverse. Uno sconosciuto carceriere che sembra avere qualcosa di familiare...qualcosa di ben noto, nascosto tra le pieghe di un passato lontano e tra i ricordi offuscati che diverranno man mano sempre più nitidi.

“La casa di Sveva” tiene incollato il lettore, che gioca certamente ad immedesimarsi ora nell’uno ora nell’altro protagonista e,  gli stessi personaggi giocano tra loro negli eterni ruoli di vittima e carnefice, mentre il loro legame diviene indissolubile.

È una vicenda ad alta tensione ma ugualmente imperniata di una vena romantica comune a pochi romanzi: infatti, gli attimi di dolcezza che si alternano ai capitoli carichi di adrenalina, rendono la lettura ancora più fluida e la storia ne guadagna in dinamicità, pur essendo ambientata in un’unica location.

L’autrice dimostra di saper ben muoversi nei meandri di una mente ossessionata da un amore mai risolto e nei pensieri di una donna che vive un’esistenza apparentemente felice ma profondamente fragile e malinconica sotto diversi aspetti.

Sveva ed il suo rapitore non possono e non vogliono fare a meno l’uno dell’altro ed il loro reciproco e pericoloso desiderio di isolarsi dal mondo, porterà ad un inatteso quanto spiazzante epilogo, che risponderà comunque a tutti gli interrogativi del lettore, analizzando un aspetto originale della cosiddetta Sindrome di Stoccolma e svelando sorprendenti aspetti delle personalità dei due attori principali.

Un viaggio nell’erotismo privo di qualsiasi volgarità e certamente un romanzo coraggioso, vincitore di numerosi premi letterari che ha portato il nome della scrittrice ad essere incluso, a ragione, nel prestigioso archivio della biblioteca Sala Borsa di Bologna.

Dopo la lettura, non potrete dimenticare La casa di Sveva...la odierete e l’amerete al tempo stesso e certamente una parte di essa vi rimarrà dentro.


Fabrizio Carollo

Bologna, 27 Febbraio