giovedì 14 dicembre 2017

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"Alle spalle del Nettuno" il romanzo di Roberto Carboni

Bologna, 23 Febbraio.Non so descrivere la reale sensazione che ancora scintilla nel mio sangue dopo aver terminato la lettura dell’ultimo romanzo di Roberto Carboni, dall’enigmatico titolo “Alle spalle del Nettuno” (Cicogna editore).
Non posso descrivere la sensazione che provo, poiché non si tratta di un singolo impulso emozionale, netto e perciò facilmente identificabile.
Un potente e frenetico vortice: questa può essere la descrizione migliore di ciò che ancora sta stimolando la mia mente e che  permette alle dita di battere ancora ed ancora sulla tastiera del pc senza la benché minima intenzione di voler smorzare un entusiasmo quasi arcano, che ancora trova vigorosa linfa.
Ancora una volta, l’autore bolognese ha dettato legge nel panorama noir nazionale.
Ancora una volta, Carboni ha ribaltato, cancellato e ricreato tutte le finte regole di un gioco dal quale è impossibile esimersi dall’essere concorrenti.
“Alle spalle del Nettuno” prende per mano e guarda il lettore quasi con aria rassicurante, prima di coinvolgerlo nella vicenda di Xavier e Martha, i due protagonisti principali.
Ma il vero burattinaio di tutto è senza dubbio l’universo malato, sporco ed in continuo mutamento, come un camaleonte nevrotico che cambia continuamente colore, ipnotizzando lo spettatore e affascinandolo costantemente, nell’attesa di un nuovo sviluppo.
L’inizio è quello di un vile ricatto. Una vita piatta. Una vita completamente “normale”. L’arrivo di un amore pazzesco, furioso, malato e senza canoni.
Una tempesta perfetta nell’esistenza di Xavier Pellegrino; un’apocalisse che porta il timido nome di Martha.
Nell’addentrarsi all’interno della vicenda, tra le vie affollate ed i vicoli angusti di una città che manovra abilmente le pedine del gioco ed i finti sorrisi della Bologna bene, Carboni analizza attentamente e senza fronzoli, la psicopatia in ogni suo aspetto degenere e perverso, trascinando il lettore in un cupo viaggio all’interno della mente umana, evidenziandone gli aspetti più deliranti e spiazzando continuamente, con un linguaggio sempre azzeccato ed una già collaudata scelta di capitoli brevi che confermano ancora una volta quanto sia difficile terminarne uno senza iniziarne un altro e poi ancora un altro ed un altro ancora, fino allo spiazzante finale.
Xavier vittima e Martha carnefice. Oppure no?
Possiamo provare rabbia nei confronti di una donna potente e manipolatrice ma anche infinita compassione per la stessa donna, così umiliata dalla vita, così fragile e prigioniera di desideri impossibili, spinta a commettere azioni inaudite al fine di appagare un malsano senso di identità e nella (vana) speranza di poter finalmente raggiungere una sorta di armonia interiore, seppur per il tempo di un debole sospiro.

Nell’oscura e misteriosa Bologna, Carboni ci guida e ci fa amare senza riserve e compromessi tutto ciò che è fuori dagli schemi e dalla normale “logica”, portando addirittura a pensare che la psicopatia possa essere anche una forma di estrema libertà dell’individuo.
Gentilezze che celano mostruosità, rassegnazione all’inevitabile, desideri erotici e perversi, ricatti, carezze, determinazione e paura.
Un nugolo di sensazioni e molte altre. Tutte si accavallano, si danno rapidamente il cambio come ad una perfetta staffetta, finendo per unirsi fluidamente e creare un universo dentro il quale ci si perde con passione, lasciandosi contagiare da un senso di sazietà che permane netto anche dopo aver terminato l’appassionante vicenda.
Il lettore è coccolato ma anche scosso con violenza e Carboni si conferma l’autore noir più originale ed il solo uomo che può condurre all’interno di meandri oscuri, facendo apprezzare ogni creazione malata con gli stessi occhi di un bambino emozionato e divertendo nella tensione.
Meritato vincitore del prestigioso premio letterario dell’accademia Res Aulica 2012, il prolifico autore bolognese è già al lavoro sul prossimo romanzo e non ci resta quindi che attendere, coltivando l’euforica sensazione di intensità e proseguendo il cammino, da lui guidati, in una Bologna completamente disincantata.

Siamo solo all’inizio.
Siamo solo alle spalle del Nettuno. Ma continueremo a camminare. Ad addentrarci irresistibilmente nella Bologna di Roberto.
E ne resteremo sempre terribilmente, consapevolmente ed entusiasticamente  rapiti.

 Fabrizio Carollo