giovedì 14 dicembre 2017

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LA TORRE CAMPANARIA DI SAN PIETRO

       

Notizie storiche su San Pietro si hanno solamente a partire dal sec. X, ma studi recenti ed i resti archeologici esistenti sotto la chiesa portano a ritenere che la sua origine sia paleocristiana e la sua più antica forma fosse basilicale, a tre navate.


            






In seguito al disastroso incendio del 1141 fu ricostruita in forme romaniche, poi del tutto rifatta, come al presente, a partire dal 1575.

Solo fra il 1743 ed il 1755, l’arch. Alfonso Torreggiani terminò la costruzione innalzando la prima cappella su ambo i lati e la facciata per volontà del papa Benedetto XIV (Prospero Lambertini), che aveva conservato il titolo di Arcivescovo di Bologna.


      
 

      


       


   



Il campanile a base circolare non fu invece mai distrutto ed attorno ad esso se ne costruì uno nuovo, risalente al XIII secolo, che può essere ancora ammirato.
Per questo ci si può riferire al plurale quando si parla del campanile della Basilica: "I campanili di San Pietro".


                


La torre campanaria ospita inoltre la più grossa campana suonabile “alla bolognese”, detta “la nonna”, pesante ben 33 quintali.

Spesso "la nonna" viene lasciata puntellata con la bocca verso l'alto al termine dei doppi, e solo raramente si effettuano "scappate" e "calate" con tutte e quattro le campane, che richiedono una squadra di ben ventitré campanari.



 











Doppio alla bolognese


Il doppio alla bolognese è un antica tecnica di suono delle campane risalente al XVI secolo.

L'origine del nome è semplice: siccome originariamente sui campanili veniva issata una sola campana, quando se ne aggiunse un’altra il suono ottenuto dai rintocchi alternati dei due bronzi fu chiamato “a doppio”.


  


Col passare degli anni si aggiunsero una terza ed una quarta campana fino ad arrivare, nel corso dell'800, a concerti di cinque campane suonabili a doppio.


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