giovedì 14 dicembre 2017

Sei in > home > arte e cultura

arte e cultura

IL RIFUGIO BELLICO DI VIA LARGA



Grande successo per l’iniziativa tenutasi sabato 25 giugno presso il rifugio bellico di Via Larga. Dopo oltre 60 anni è stato riscoperto e fatto conoscere alla popolazione questo manufatto militare costruito dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

Ricordiamo che l’attigua Villa Leona fu sede di comando; inoltre tre bunker con armamenti pesanti adibiti a contraerea situati non molto lontano, la vicinanza con la SS. 253 San Vitale che fu all’epoca la direttrice principale per Ravenna, fanno di questo luogo uno dei punti ancora poco conosciuti e di maggiore interesse da parte dei ricercatori.

Grazie alla disponibilità degli attuali proprietari e all’Associazione Amici delle Vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna si è potuto così trascorrere una interessante giornata alla quale sono intervenuti oltre 200 appassionati.

Da tempo il gruppo degli Amici delle Acque ha unito, assieme a quello per condotti idraulici e sotterranei, il loro interesse per le memorie belliche e la profonda conoscenza per questo tipo di strutture che nei periodi più gravi hanno ospitato anche centinaia di persone durante i frequenti bombardamenti che flagellavano la città.

I ricoveri in galleria, privati o pubblici quali erano, racconta un membro dell’Associazione, stanno facendo uscire dalle viscere i propri misteri e le proprie storie; purtroppo ci si deve scontrare quotidianamente con le amministrazioni locali (detentori di questi manufatti) che ne ostacolano l’esplorazione e l’accesso.

Molte persone che vissero quei drammatici momenti, ci chiamano per spiegarci dove erano sfollati, dove si rifugiavano nel momento delle incursioni aeree e ci danno indicazioni precise su ingressi, condotti di ventilazione, dislocazione interna e persino simpatici particolari privati su chi si aveva accanto in quei terribili momenti.

I vari rifugi che si sono potuti ammirare sino ad oggi, proprio per via della loro tipologia costruttiva, sono perfettamente fruibili e sicuri, al massimo, raccontano ancora gli Amici delle acque, ci sarà polvere e terra da spostare. Durante le perlustrazioni, capita non di rado di ritrovare anche oggetti di uso comune: specchietti, lamette, padelle, bambole di stoffa, caraffe smaltate e persino cappelli e berretti.

Il progetto globale sarebbe di consegnare alla popolazione un percorso completo dislocato tra i diversi ripari, facendone anche un forte richiamo turistico.  Per non perdere la nostra storia e consegnare alle future generazioni la memoria di ciò che è stato.        



Massimo Brunelli