venerdì 21 settembre 2018

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Bologna d’artista: sgombero di musica e allegria con gli SKAS

Il 2015 è iniziato.

Un inizio promettente, carico di energia e buoni presupposti perché sia veramente un anno di ripresa per il nostro paese e per i tanti settori purtroppo ancora minati dall’ opprimente crisi economica e sociale.

Un 2015 all’inizio che contrasta un po’ con l’ultimo appuntamento della rubrica Bologna D’artista da me ideata e condotta: una rubrica, forse di nicchia ma gradita dai lettori di Bologna Planet e non solo, che ha dato modo di scoprire aspetti interessanti e culturali di una città che è una delle più grandi incarnazioni della cultura stessa così come dell’arte e dello spettacolo.

Una piccola e mai invadente striscia che, come si spera, potrebbe trovare nuova linfa nell’autunno di quest’anno.

Un arrivederci in compagnia di musica, spettacolo ed allegria, in compagnia di un ospite-pilastro di tutte e tre le cose: diamo quindi il benvenuto a Eraldo Turra (quello meno magro dei Gemelli Ruggeri) per una piacevole chiacchierata su parte del suo grande percorso professionale ed una nuova avventura che abbraccia in modo originale la musica, di cui è sempre stato appassionato ed esponente.

 

Ciao Eraldo e benvenuto! Ti trovi qui oggi in qualità di leader degli SKAS. Ma chi sono gli SKAS?

 

Beh, visti i tempi di crisi, nei quali è necessario per tutti reinventarsi e svolgere più lavori, anch’io ed i componenti di questa mia nuova band abbiamo deciso di fare un po’ di concorrenza alle ditte di sgombero cantine e solai, occupandoci, nel tempo libero, anche di attici, come suggerisce il nome (Sgombero Kantine Attici e Solai). Prima di tutto perché con gli attici c’è meno concorrenza ed il lavoro è meno faticoso, visto che si trasporta la merce dall’alto al basso. Scherzi a parte, questo nuovo gruppo si differenzia significativamente da I Fuori come un Balcone, che proponeva situazioni più cabarettistiche e divertenti in generale. Come SKAS siamo più incentrati a proporre un tipo di musica che faccia sì sorridere ma soprattutto ballare e quindi abbiamo una vasta gamma di cover (opportunamente riarrangiate, rivisitate, elaborate, distrutte e dilaniate) ma anche brani nostri che raggiungono l’ascoltatore in maniera più dinamica. Non solamente una musica d’ascolto ma anche da ballo, in poche parole.

 

Una formazione completamente diversa da quella dei Fuori come un Balcone, con molti più elementi e strumenti, giusto?

Esattamente. Una formazione nuova e necessaria, per rispondere alle esigenze musicali accennate prima. Una più ampia gamma di suoni e di possibilità di coinvolgere, avendo anche a disposizione cantanti di buon livello che diano un notevole valore aggiunto e che siano sempre inclini al divertimento ed alla voglia di trascinare e ridere.

Da poco, il gruppo ha preso sotto la sua ala Alexandra, una ragazza di talento che ha cantato diversi anni nel coro dell’Antoniano. Una voce splendida ed un incontro fortuito; l’abbiamo conosciuta durante la festa di compleanno di suo padre: ha cantato una canzone insieme alla sorella ed abbiamo subito notato una voce interessante che avrebbe potuto fare al caso nostro così l’abbiamo invitata a fare delle cose con noi ed ha accettato subito.

 

 

Per quanto ti riguarda, la passione per la musica è nata prima o dopo la tua nota attività di attore e cabarettista?

 

Senza dubbio prima. Io vengo da una famiglia molto legata alla musica, visto che le mie due sorelle sono diplomate alla Filarmonica.

All’età di quattordici anni, ho iniziato anch’io a suonare il pianoforte anche se fare le scale era veramente faticoso (sia quelle del pianoforte che quelle di casa!) e mi sentivo molto più rock che classico, così, dopo che mi venne regalata la mia prima chitarra, il percorso musicale che volevo intraprendere mi fu immediatamente chiaro.

Dopo diversi anni di pratica e di serate nei locali, arrivò l’opportunità della scuola di teatro ed accantonai il percorso musicale per dirigermi sulla strada della recitazione che mi portò ad essere più conosciuto, anche alla televisione ed al cinema, permettendomi di raggiungere un pubblico più vasto, sia come numero che come fascia d’età.

 

Ti senti più musicista o cantante?

 

Personalmente mi sento più cantante. Negli anni ho avuto modo di creare una mia identità anche in questo senso ed oggi posso dire la mia anche come voce. Ho un po’ abbandonato gli strumenti ma questo non mi dispiace, anche perché il gruppo è composto da musicisti professionisti. Come detto, gli strumenti sono tanti così come le possibilità ed io stesso preferisco dedicarmi più al canto, anche per non dimenticare la mia vena ironica ed aggiungere sempre divertimento e simpatiche varianti a quasi tutto il nostro repertorio.

 

Qual è la difficoltà più grande di proporsi nei locali, ad oggi?

 

C’è molto pressapochismo anche da parte dei gestori e degli organizzatori eventi che puntano più sul risparmio, chiamando quindi musicisti improvvisati e non completamente dediti alla professione della musica. Questo certamente non aiuta a proporre serate di una certa qualità e livello come noi vogliamo fare. Ultimamente, le cose stanno cambiando e questo lo vediamo con piacere anche per il riscontro di pubblico che abbiamo avuto. Gli SKAS hanno il merito di proporre anche musica anni 70 e 80 che oggi risulta nuova per le generazioni di giovani che l’apprezzano e la ballano. La nostra musica non è solamente per le grandi sale ed eventi ma anche per piccole feste e sagre di località in provincia. Ci preme davvero raggiungere tutti i palati musicali.

 

Quali sono i vostri contatti?

Per il momento, abbiamo la pagina Facebook del gruppo, costantemente aggiornata con gli appuntamenti del gruppo, foto, video, ecc.

Prossimamente, sarà online anche il nostro sito ufficiale.

Invito quindi tutti a seguirci per uno sgombero a tempo di musica e divertimento!

Fabrizio Carollo