venerdì 18 agosto 2017

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Bologna D’Artista: “E a chi resta, arrivederci - Racconti e monologhi per Leucò”

Bologna che cambia e che resta la stessa.

Bologna da amare e da odiare, con i suoi mille volti, i luoghi magici e suggestivi nei quali il tempo sembra essersi fermato.

Bologna con le sue storie ricche di fascino, di romanticismo e di inquietudine.

Una città che coccola, che affascina; una città che chiede di ricordarla, che ti spinge a tornare ed a rimanerne estasiato.

Bologna, con i suoi mille volti, le mille storie, le tante vite e gli infiniti aspetti.

 

Non è necessario presentare Loriano e Sabina Macchiavelli: i loro nomi sono, senza esagerazione alcuna, una delle più grandi rappresentazioni della nostra città ed i loro scritti hanno omaggiato innumerevoli volte Bologna in ogni suo aspetto.

Due personalità e due emotività molto diverse eppure accomunate da striature che si intrecciano e si uniscono per poi separarsi ancora in una perfetta danza di creatività letteraria e non solo.

La loro opera “E a chi resta, arrivederci” (Einaudi Stile Libero) rappresenta un perfetto ed interessante dialogo fra padre e figlia: una raccolta di racconti che non è stata scritta a quattro mani, come tengono a precisare i due autori, ma è stata creata dopo un attento esame da parte di entrambi, scoprendo, nelle diverse opere, aspetti differenti di raccontare le medesime cose ed un differente approccio così come un differente ma egualmente affascinante esercizio di stile che cattura il lettore fin dalle prime pagine.

Storie che narrano elementi più nascosti di una città che si offre come un mondo che non ha confini; omaggi a grandi autori del passato e persino un piccolo cameo di Sarti Antonio, che non può che strappare un sorriso di ammirazione per tutti coloro che sono, da anni, legati all’umano ispettore bolognese.

Racconti di straordinaria umanità, intrisa di amarezza; storie di dolcezza e semplicità e vicende inquietanti e ricche di tensione. Tutte legate da una voce narrante che lega ogni narrazione e che alimenta la passione per la lettura successiva.

È bello come si possa davvero riconoscere il dialogo, il confronto tra padre e figlia e come il senso di memoria e di analisi trasudino dai tanti aspetti toccati in questa “raccolta” (che è un termine che non rende giustizia all’importanza dell’opera, in un paese dove le storie brevi sono pressoché ed ingiustamente snobbate come sinonimo di scarsezza di talento e fantasia).

Un libro importante che merita una lettura attenta e che può essere considerato come un romanzo autentico, proprio per il legame solido che unisce le ventidue storie incluse.

Il cambiamento (forse non troppo) di un paese dove è tutt’ora difficile definire cosa sia legale e cosa no.

Un incontro che speriamo abbia un seguito molto presto.

Due Macchiavelli in grande forma.

 

Fabrizio Carollo