giovedì 14 dicembre 2017

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arte e cultura

Loriano e Sabina Macchiavelli alla Mediateca per racconti di generazioni

Bologna, 14 Dicembre. Una bella presentazione si è svolta ieri presso la Mediateca di San Lazzaro di Savena.

Il celebre scrittore noir Loriano Macchiavelli e la figlia Sabina, nota autrice di articoli e racconti per numerose riviste, quotidiani ed antologie, nonché docente di corsi di scrittura e raffinata curatrice di testi, hanno presentato il romanzo “E per chi resta arrivederci” edito da Einaudi.

Il pubblico presente è rimasto estremamente catturato dal clima che si è instaurato all’interno della biblioteca sin dalle prime parole ed ha seguito con vivo interesse il confronto generazionale fra padre e figlia, presentati da Franco Insalaco, appassionato moderatore.

Il tutto è stato coadiuvato dalle intense e selezionate letture dell’attrice Deborah Fortini, che rappresentano egregiamente ciò che è descritto nelle pagine, in quest’opera fortemente voluta dai due autori e realizzata sempre a seguito di una profonda analisi dei problemi più gravi che attraversano la nostra esistenza e con i quali siamo costretti a confrontarci tutti i giorni.

Nel libro, Loriano e Sabina esplorano gli aspetti più tetri e dolorosi di un gigantesco inferno che si trova intorno a noi; un inferno che spesso non vediamo poiché nascosto, sotterraneo e dimenticato.

Gli sguardi sono duplici, diversi ma simili: da una parte chi ha affrontato l’atrocità della guerra e ne vede alcuni aspetti nelle sofferenze attuali e dall’altra e dall’altra parte, lo sguardo di chi cerca nelle persone che incontra la risposta alle domande più difficili che attanagliano il mondo di oggi.

 

“In realtà, questa è una raccolta di racconti ma già molte altre persone tendono a considerarlo un romanzo.” Commenta Sabina “Questo perché, in un certo senso, esiste un percorso che possa avvicinarlo ad un vero e proprio romanzo. Un percorso fatto di temi comuni.”

 

“Ad un certo punto, ci siamo accorti che i nostri racconti, seppur divisi da alcune generazioni” prosegue Loriano “presentavano temi simili, seppur trattati con stili e linguaggi differenti. Abbiamo creato due personaggi, che sono di fatto due narratori. Ognuno di essi, partendo dal racconto precedente, introduce il successivo, attraverso dei monologhi. In essi, il narratore racconta il perché del racconto ch segue, il perché viene collocato in quel determinato momento ed il senso che ha la storia all’interno del percorso trattato. Quindi si potrebbe anche parlare di romanzo per questa uniformità tematica che si evidenzia.”

 

Un viaggio attraverso gli inferni “danteschi” nei quali viviamo e negli inferni che si celano nei meandri della mente, accarezzando richiami storici molto forti.

Un’opera da leggere (da regalare, visto il periodo) e da rileggere con attenzione per riflettere, per conoscere forse un po’ di più sé stessi ed il proprio percorso personale ed anche per capire come gli argomenti siano i medesimi pur a distanza di tanto tempo trascorso, ed a fronte di passaggi temporali abbastanza ampi; come a voler testimoniare la ciclicità delle scelte e degli errori dell’uomo ma anche delle stesse sofferenze che tornano a colpirci ed a porci di fronte a bivi precisi e difficoltosi.

Padre e figlia uniti dalla passione per la scrittura e dall’amore di raccontare storie che fanno parte di ognuno di noi e che possiedono la grande capacità di essere tramandate e di continuare a coinvolgerci intensamente.

Fabrizio Carollo